I tagli della spending review rischiano di colpire i lavoratori del mondo della scuola in vario modo. Tuttavia, molti altri lavoratori dell'impiego pubblico e privato rischiano colpi anche peggiori. E' di questi giorni la notizia dell'agitazione dei lavoratori dell'ex Provveditorato di Bari che, ormai sotto organico da tempo, garantiscono tutte le attività istituzionali programmate dell'estate, rinunciando alle ferie contrattualmente previste nel mese di agosto, svolgendo ore e ore di straordinario non retribuibile e portando il lavoro a casa (proprio come fanno tantissimi lavoratori della scuola). Ora, però, l'incertezza sul futuro dell'ufficio e della loro collocazione sulla quale irrompe la spending review fa pesare maggiormente il blocco del turn-over (in queste settimane sono andati - e molti altri stanno per andare - in pensione vari funzionari storici dell'ex Provveditorato senza alcuna sostituzione) e tutte le altre situazioni di emergenza ormai strutturale (blocco dei contratti e delle retribuzioni);
per questo la RSU e i sindacati dei lavoratori dell'USP hanno indetto lo stato di agitazione e rifiutato di prestare lavoro straordinario e di rinunciare (come si faceva ormai da 3/4 anni) alle ferie previste da contratto. Tutto questo metterà senz'altro a repentaglio l'avvio dell'anno scolastico e la consueta tempistica delle operazioni di mobilità annuale e reclutamento, ma noi insieme a tutte le organizzazioni sindacali del mondo della scuola di Bari e BAT non possiamo che dare il nostro pieno sostegno all'agitazione e alle rivendicazioni dei lavoratori dell'ex provveditorato, anche se ciò determinerà disagi per i lavoratori della scuola. Mai come in questo momento la solidarietà tra tutti i lavoratori dell'impiego pubblico e privato è indispensabile per impedire ulteriori e pericolosi arretramenti sui diritti del mondo del lavoro.
Qui il comunicato unitario delle organizzazioni sindacali della scuola di Bari e Bat.
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