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domenica 31 luglio 2016

Mobilità scuola primaria: esodo ed errori. La FLC di Bari impegnata nel controllo e la tutela delle procedure

Dopo vergognosi e ripetuti ritardi e slittamenti, sono stati pubblicati nella giornata di ieri i movimenti interprovinciali e quelli della fase nazionale per i docenti assunti nell'a.s. 2015/16 sul potenziamento nella scuola primaria. I movimenti hanno rispettato le previsioni elaborate fin da settembre scorso di un esodo soltanto differito nel tempo. centinaia i docenti baresi, specie nel sostegno, che hanno ricevuto una titolarità di ambito nelle province settentrionali.
L'aspetto più preoccupante, in queste ore, attiene alla correttezza dei movimenti operati dal sistema informatico. Sono tantissimi i docenti che stanno segnalando irregolarità ed errori che li condannerebbero a una destinazione lontana o lontanissima, pur avendo punteggi per ottenere l'assegnazione di un ambito nella nostra provincia. Inoltre, non sono pochi i casi dei docenti (specie nel sostegno) che pur partendo da una provincia già lontana hanno visto persino peggiorare inspiegabilmente la propria destinazione. Per tutti questi casi, stiamo provvedendo a comporre un reclamo "collettivo", circostanziato con esempi e dettagli, che lunedì inoltreremo all'Ufficio Scolastico Provinciale e al nostro centro nazionale per ottenere chiarezza, trasparenza e correttezza in tutte le procedure di assegnazione. Ci siamo già fatti promotori nelle scorse ore di una richiesta unitaria di incontro urgente all'USP di Bari che contiamo di ottenere nell'ambito delle giornate di lunedì o martedì. Invitiamo tutti i docenti penalizzati a inoltrare un reclamo individuale per PEC all'Ufficio Scolastico Provinciale

mercoledì 1 luglio 2015

La riforma della scuola al microscopio: analisi del maxiemendamento

Il 25 giugno scorso, nonostante la forte contrarietà e la grande mobilitazione dei lavoratori della scuola, è stato approvato al Senato, con voto di fiducia, il maxiemendamento sul DDL Buona Scuola.  
Al comma 1 si afferma che questa riforma darebbe piena attuazione all'autonomia delle istituzioni scolastiche, prevista dall'art. 21 legge 15 marzo 1997 n. 59. Riteniamo, al contrario, che l'autonomia tanto sbandierata si esplichi esclusivamente nella possibilità di scelta del corpo docente da parte del Dirigente Scolastico e nella facoltà di vedersi assegnare erogazioni liberali e finanziamenti privati destinati al suo Istituto. La scelta diretta del personale docente, compiuta con assoluta discrezionalità e con incarichi triennali, è già di per sé un ambito che non dovrebbe essere demandato al Dirigente Scolastico, se è ancora vero che il docente è garantito costituzionalmente dalla libertà di insegnamento e che il suo lavoro deve rispondere innanzitutto alla Costituzione. L'ingresso dei finanziamenti privati, invece, introdotto anche in questo caso con una estrema deregolamentazione degli ambiti e dei limiti dei finanziamenti stessi, è una ulteriore ferita al sistema di istruzione statale, che deve rimanere in massima parte destinatario di investimenti pubblici. Per il resto, la presunta autonomia del DS di reclutare un numero di docenti rispondente al fabbisogno dell'Istituto, è in realtà vincolata ai criteri di ripartizione dell'organico già esistenti. Inoltre, l'autonomia scolastica nasce con la finalità di gestire in modo condiviso e corresponsabile le singole scuole, in sinergia fra dirigenza, personale, utenza. Questa riforma, invece, mira ad una idea di scuola in cui la separazione fra le componenti dell'Istituzione si fa rimarchevole e le scelte gestionali, educative, progettuali, vengono affidate esclusivamente alle decisioni del singolo DS.
Infatti, la garanzia della partecipazione degli organi collegiali e il rispetto della libertà di insegnamento, affermate nei commi 2 e 3, vengono poi di fatto compromesse nei successivi passaggi.
Vediamo nel dettaglio quali sono i punti nodali del testo, che sostituisce integralmente il DDL originario.


ORGANICO
Si istituisce l'organico dell'autonomia, che avrà compiti di insegnamento, potenziamento, sostegno, organizzazione, progettazione, coordinamento (commi 64 e 68).
L'organico dell'autonomia è composto da posti comuni e di sostegno (con possibilità di deroghe), calcolati in base al numero della classi, e posti potenziati, calcolati sul numero alunni, che sono quindi aggiunti ai posti attuali.
Pertanto, i parametri sono predeterminati e non si comprende, allora, il motivo per cui si affermi che il piano triennale della scuola indica il fabbisogno di organico del singolo Istituto. Se organico potenziato ci sarà, non sembra comunque essere richiesto dalle scuole a seconda dei loro bisogni, ma calcolato in base a parametri fissi. Tra l'altro, si afferma che l'implementazione dell'organico non deve pregiudicare gli obiettivi di risparmio previsti dal decreto del Presidente della Repubblica del 20 marzo 2009 n. 81.